Lucca 2020 senza padiglioni espositivi

Il comunicato ufficiale, in sono stati elencati i punti principali per cui il festival di Lucca 2020 sarà qualcosa di diverso dalle precedenti edizioni, lasciava ancora aperto il discorso relativo alla dimensione espositiva della fiera del fumetto e del gioco.

Ci ha pensato Emanuele Vietina, il direttore generale di Lucca Crea, a chiarire la situazione, prendendo parola durante una videoconferenza con i dirigenti della società partecipata. L’incontro è stato seguito da luccaindiretta.it, che ha raccolto gli interventi dei partecipanti alla discussione.

Lucca 2020 senza padiglioni? Ecco le parole del direttore generale

Vietina ha spiegato che gli obiettivi principali per Lucca 2020 «sono stati quelli di difendere il periodo dell’anno in cui si svolge la manifestazione, difendere il brand e difendere l’industria dell’hobby market». Inoltre, continua il direttore generale, «è emersa la necessità di costruire nuove modalità di fruizione dell’evento sia nell’ottica della situazione contingente sia in prospettiva futura, dicendo comunque no a pure soluzioni di emergenza».

Questo perché la sede del festival è anche e soprattutto il simbolo stesso dell’evento: «per noi il luogo, Lucca, è la manifestazione e quindi non si sarebbe potuto fare tutto in digitale. L’obiettivo primario era quello che ci fosse una manifestazione comunque nella città». Mentre i grandi eventi esteri hanno deciso di cambiare il proprio format e affidarsi completamente ai canali digitali, Lucca 2020 «ha lavorato a una media partnership con media generalisti di primo piano che potessero diffondere i contenuti culturali al di là del pubblico presente nelle diverse location» – un diretto riferimento all’accordo stipulato con RAI e Radio2 per la fruizione a distanza del festival.

Ma quali saranno queste diverse location di cui parla il direttore generale? Partiamo dal fatto che «non si farà Lucca Comics & Games ma si farà Lucca Changes, ovvero, come recita il sottotitolo A new Lucca Comics & Games Story» la quale vedrà la città toscana al centro degli eventi culturali «con 7-8 location integrative al teatro del Giglio» che ospiteranno le principali attività nei palazzi storici, mentre gli esports avranno la loro sede in San Romano e il Cosplay nei giardini storici cittadini, in particolare a Villa Bottini.

Assenti, dunque, i consueti padiglioni della fiera-mercato che ospitano gli espositori a Lucca 2020, per mancanza di indicazioni generali per eventi di questo genere, sostituiti dai Campfire sparsi per tutto il territorio nazionale che saranno «i nuovi asset strategici: una rete di negozi – che poi sono i nostri espositori – e che hanno già risposto in gran numero. Lucca è solo il più grande dei campfire: in questi luoghi si potranno comprare le novità in anteprima, ci saranno delle mostre, si potranno fare dei tornei di giochi di ruolo».

Ad affiancare gli eventi in presenza, come già rimarcato nel comunicato ufficiale, ci sarà una piattaforma digitale dedicata alla cultura e con un ricco palinsesto di eventi, collegata a un marketplace online o una rete di negozi che possano convertire le visite in potenziali acquisti e garantire, così, la dimensione economica.

Infine, è stato confermato che la vendita dei biglietti avverrà solo sui canali online e che ci sarà la possibilità di scalare la capienza degli eventi in modo da potersi adattare alla situazione sanitaria che si verificherà questo autunno.

Detto questo, attendiamo ulteriori informazioni dai canali ufficiali dell’evento nelle prossime settimane, ma rimane il fatto che la nuova edizione di Lucca 2020, ribattezzata Lucca Changes, sarà un festival decisamente diverso da quelli a cui siamo abituati.

Logo di Lucca 2020 Comics & Games

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